
Pubblicato su “La Giornata Tipo” il 17 luglio 2020.
Chase Budinger: A brave new life
O wonder! How beauteous mankind is! O brave new world that has such people in’t!
William Shakespeare, La tempesta, Atto V, Scena I, vv. 203–206
Per coloro che sono appassionati alle vicende e alle storie dedicate alla palla a spicchi ogni tanto capita. Non importa del continente o della nazionalità, non importa delle coordinate geografiche in cui si gioca ma accade di essere attratti dallo stile peculiare o dalla personalità di qualche giocatore per vari e svariati motivi finché, senza che ci si renda minimamente conto, questi stessi atleti spariscono dai radar e si dissolvono nel nulla. Evaporati in una nuvola rossa in una delle molte feritoie della notte, come canterebbe Fabrizio De André.
Complice il maggior o minor appeal di cui godono presso la stampa specializzata, complice il fatto che in fin dei conti gli anni passano un po’ per tutti, con qualche rapido calcolo mentale comprendiamo che il ritiro di un giocatore come David West per esempio, classe ‘80, tutto sommato sia plausibile, naturale e inevitabile. Eppure giusto l’altro ieri in tandem con Paul raggiunge per la prima volta il vertice della Southwest Division con gli Hornets. Sette, massimo otto anni fa. Giusto?
Ah no, era il 2008. Sono passati anni.

Poi ci sono giocatori di cui, seppur immersi nella quotidiana esplosione di notizie, retweet e post tributo, si perde ogni traccia. Si ha qualche vago ricordo del suo passaggio ripescando nella memoria le maglie che ha vestito. Ma solo alcune. Non tutte, suvvia non siamo mica robot…
È biondissimo di capelli e quindi non passa inosservato. Lo si ricorda vagamente a Minneapolis, sicuramente. A Houston, un pò più di sfuggita. Ah sì.
Ha sicuramente partecipato, durante un All Star Weekend, alla gara delle schiacciate. Cos’era, il 2010? Il 2012 più probabilmente, insomma era appena iniziata la decade e questo è certo.
Torna alla mente che calza il cappellino all’incontrario come Billy Hoyle di White Men Can’t Jump e che per l’occasione offre un po’ di spettacolo schiacciando bendato e indossando la maglia dei Phoenix Suns (molto old style) n°23 di Cedric Ceballos oppure saltando sopra uno spaesato Puff Daddy.
Eppure non era affatto malaccio come giocatore, certo un buon comprimario, non molto di più. Ma perché non lo si sente più in giro (ah come passa il tempo signora mia)? Aspetta che vado a controllare che fine abbia fatto Chase Budinger. Non si sarà mica ritirato anche lui…
Ah no, è diventato giocatore professionista di beach volley.
Continua […]
A brave new life – La Giornata Tipo – 17 luglio 2020
